Madre Terra – Demetra – Cerere – Cibele Pachamama- Gea – Iside

Demetra (“Madre terra” o “Madre dispensatrice”), sorella di Zeus, nella mitologia greca era la dea del grano e dell’agricoltura, nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre. Per la mitologia romana era Cerere.

Nella religione romana Cerere (in latino Ceres, Cereris) era la divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti, dea della nascita: fiori e frutta eranodei raccolti, dea della nascita: fiori e frutta erano ritenuti suoi doni. Si pensava che avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi.
Cerere veniva rappresentata con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in mano e un
canestro colmo di grano e di frutta nell’altra.

Cibele (dal latino Cibelis) era una divinità anatolica, venerata come Grande Madre
Idea, dal monte Ida, presso Troia. Dea della natura, animali e luoghi selvatici,
era raffigurata seduta sul trono tra due leoni o era raffigurata seduta sul trono tra due leoni o
leopardi, spesso con in mano un tamburello e in capo una corona turrita. I due leoni
rappresentavano i personaggi mitologici di Melanione e Atalanta, trasformati in leoni da Zeus,
condannati a trascinare il carro di Cibele come punizione per avere profanato il tempio della dea.

Pachamama (anche Pacha Mama o Mama Pacha) significa in lingua quechua “Madre Terra“. Si tratta di una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l’altipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. È la grande dea madre, dea della terra, dell’agricoltura e della fertilità.

Qui Un articolo su Gea – la Terra, dea pre-olimpica e madre delle divinità simboleggianti gli elementi naturali.

«E nacque dunque il Càos primissimo; e dopo, la Terra
dall’ampio seno, sede perenne, sicura di tutti
gli Dei che hanno in possesso le cime nevose d’Olimpo
» (vv. 116-118)

qui possiamo trovare anche molti altri aspetti nella mitologia della Madre Terra.

ecco un piccolo frammento:

‘Madre viene chiamata Nana e Iside; in America la Dea dall’abito di serpente;

presso i Navajos e gli Apache la Estsanatlehi era la Madre di tutti gli esseri viventi che all’alba del mondo, quando si unì al sole, partorì due gemelli che sconfissero i mostri che popolavano il suolo terreste. In Asia, in area mesopotamica (V millennio AC) e in area anatolica (II millennio AC), viene adorata come Ninhursag, Cibele, e Anahita, in Cina è chiamata Quan-Yin, in India Durga.

Per l’Europa in Grecia con Gea e Athena, l’Italia con Cibele, Bona Dea, Minerva ed Uni, con l’antica Dea Mater Matuta degli etruschi, Spagna e Malta con la Dea Astarte, l’Irlanda con la Dea Brigit, la Russia con la Dea Lada ( famosa incarnazione di Lada è Matersva, la dea uccello ).”

side è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con la Dea Hathor, ed è

raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole. Nell’iconografia è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento.

In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita.

Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità.

Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horus.

Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco.”

Il nodo come simbolo magico, egizio e non, rappresenta un punto di convergenza tra le forze umane e quelle divine e ciò che veniva legato dai maghi egizi su questa terra lo sarebbe stato anche in cielo.

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