Il mondo duale e il tutto…

Photo by Roberto Nickson on Pexels.com

Nel mio percorso spesso mi è stato detto che cadere nella visione della dualità è diabolico. Non mi è sempre stato chiaro questo, ma per darne una spiegazione più approfondita provo a fare un percorso di studio insieme a voi.

Ho trovato molto utile questo sito https://www.pianomirroring.it/portfolios/un-mondo-duale/

da cui riporto qualche parte:

‘La mente umana ordinaria vede il mondo attraverso il filtro della dualità.
A livello fisico, la dualità si manifesta nel cervello umano sotto forma dei due emisferi, il sinistro – Maschile – e il destro – Femminile. La Razionalità e l’Irrazionalità che cercano in continuazione di incontrarsi, andare d’accordo e infine sposarsi per diventare un essere solo: la somma degli opposti.
La Tesi e l’Antitesi che producono una Sintesi.
Tutta la realtà è costruita a immagine e somiglianza di queste due qualità all’opera, e così la tua vita.
In ogni momento te ne puoi accorgere se osservi attentamente ciò che ti circonda.

Dentro di te, il maschile e il femminile sono come una coppia di amanti che abita la tua casa interiore. A seconda di come i due si relazionano, e dalla qualità del loro rapporto, dipende la qualità della tua vita.
Il mondo che hai intorno è costruito secondo questa modalità.
Nella dimensione più bassa e immatura, queste due qualità sono lontane, separate e, o si attraggono in modo disarmonico, oppure si respingono e si combattono, tentando ognuna di prevaricare sull’altra, poiché vissuta come potenzialmente distruttiva o soffocante.
Quando una delle due forze riesce ad andare al governo a discapito dell’altra, che si tratti di una nazione, della coppia in un appartamento, o della coppia dentro di te, sono guai. L’equilibrio viene perso.
Nella cultura greca, il concetto di lotta veniva espresso con il termine diabolos, la separazione, da cui deriva il concetto cattolico postumo di diavolo, ovvero il male.
Ora possiamo dirlo in un altro linguaggio: è male la separazione, quando le due forze che costruiscono la realtà sono separate, in opposizione. Da qui l’idea di Inferno, luogo creato dal diabolos.
Tutte le sapienze, consapevoli di questa dimensione invisibile eppur reale, hanno da sempre cercato sistemi per accompagnare l’essere umano verso quell’unità – quel matrimonio – che è lo scopo ultimo di ogni essere vivente. Unità definita, in ogni epoca, in modi diversi, ma facendo sempre e solo riferimento a questo principio.

Quindi il nostro scopo è di perseguire l’unità.

Ecco un’altro sito che approfondisce la visione duale e unitaria:

‘Non è sbagliato costruire un’idea del sé, è normale strutturare un “io” durante la propria vita, ma questo ci servirà per trascenderlo, dobbiamo fare l’esperienza della separazione per comprendere la nostra vera essenza.
In una visione non duale la vita diventa più impersonale, non c’è più un “io” che fa qualcosa o a cui succede qualcosa. C’è solo ciò che è: la coscienza che si manifesta, ciò che in realtà siamo.
Quando diventiamo più consapevoli di ciò, possiamo accedere al nostro vero Sé e fare un’esperienza completa, di amore incondizionato.’

‘Citando le parole di Salvatore Brizzi: “Se l’uomo vuole scoprire la sua essenza non può fare riferimento all’uomo stesso, inteso come un insieme di pensieri, emozioni e succhi gastrici. L’uomo è l’essere e non può quindi esperire tale stato restando uomo che utilizza il pensiero analitico. L’essere può essere esperito solo dall’essere, non da un io che si crede “esterno all’essere” e che vuole raggiungerlo. Né il pensiero analitico né qualunque esperienza trascendentale, ti possono aiutare a esperire l’essere, l’infinito, l’Uno.”

e potrei continuare per molto…

aggiungo qualcosa trovata oggi (2 agosto 2021) https://www.neuroscienze.net/fisica-quantistica-e-cabala-ebraica/

vi riporto un pezzo da leggere ma vi invito a leggerlo tutto:

————-

La materia ha quindi una dualità: onda-particella. In pratica è come se un oggetto possa manifestarsi in due modi diversi e in effetti gli esperimenti appena citati dimostrano che se osserviamo le cose …queste cambiano. Abbiamo un tale potere! Ma ne siamo sicuri?

Questo cambiamento dai fisici è chiamato “collasso della funzione d’onda”. In pratica l’onda collassa, ma collassare vuol dire cadere e anche un pò “sgonfiarsi”. L’onda, “cadendo”, diventa una particella, un pezzetto di materia.

Una caduta ovvero un processo che ci potrebbe ricordare l’esperienza della nostra nascita. Il momento in cui diventiamo fisici, in un certo senso “cadiamo” passando dall’unità rispetto a tutto alla separazione e quindi alla dualità.

Nell’ipotesi che l’individuo abbia origine da una unica Fonte (chiamata in diversi modi nelle varie culture e religioni), la nostra essenza, prima della nascita, risulta essere tutt’uno con essa. Portiamo in noi l’essenza del divino, questa essenza è il Sè. Nel momento in cui facciamo l’esperienza traumatica della nascita ecco che nasce anche l’Io e con lui l’illusione della separazione. Illusione perchè ci dimentichiamo rapidamente da dove arriviamo: veniamo da un’Unità.

L’io rappresenta la maschera che indossiamo quotidianamente  (persona, da cui personalità, in latino significa proprio maschera), si rafforza attraverso l’approvazione degli altri, è sostenuta dal potere e vuole avere il controllo su tutto poiché vive nella paura.Per ricondurci al Sè e quindi abbandonare la dualità

Dobbiamo rivolgerci verso la nostra interiorità, in un viaggio che ci riporta al punto di partenza, ovvero a riunirci con la nostra intima natura divina. Torniamo così nell’Uno da cui siamo stati generati.

C’è una straordinaria similitudine tra il concetto di collasso della funzione d’onda e la “caduta”. Osservando un oggetto microscopico questo passa da onda a particella, quasi come l’osservazione lo faccia nascere a qualcosa di nuovo. A prima vista la vera essenza dell’oggetto si materializza assumendo così un aspetto duale. Distogliendo lo sguardo l’oggetto ritorna alla sua sorgente o Fonte originaria.

Spostiamoci però a considerare un concetto più ampio e considerando la creazione del tutto dove ritroviamo il concetto di dualità. Le prima parole della Bibbia ebraica sono:

“Bereshit bara Elohim …” una possibile traduzione è All’inizio Dio creò ….ma non è una traduzione molto precisa.

La prima parola, bereshit, inizia con la lettera ebraica B (Bet) che nella Gematria ebraica ha valore 2 (dualità, guarda caso), inizia con B perchè la prima lettera, A (Aleph), è riservata a Dio.

Il prefisso El dalla parola Elohim, che si può tradurre con Dio è scritto con la Aleph come prima lettera. Aleph è il respiro di Dio, lo si sente, provate a pronunciarla. Quindi da Aleph (il respiro) si crea il mondo descrivendolo con B bereshit, l’inizio. B è la dualità, ma Dio non è nella dualità è nell’Uno, nella A che nella Gematria ha valore 1.

“The word אלהים Elohim is not singular masculine.  Elohim is a plural word which comes from אל El, which is “God,” masculine in Hebrew. אלהor אלוה Eloah / Eloha is God feminine in Hebrew. The suffix ים-im is plural. Thus, אלהים Elohim can mean either God and Goddess or Gods and Goddesses.

(tratto da Gnostic Teachings)

Ancora una volta compare il dualismo, la separazione, ma una separazione fittizia. La Bibbia qui ci sta insegnando che deriviamo da una stessa cosa e siamo solo manifestazioni di quella cosa, è solo la manifestazione che avviene nella dualità.

Siamo noi in quanto osservatori a vedere le cose come in realtà non sono, perché sarebbero onde, vibrazioni… o come direbbero i fisici onde di probabilitàin cui possiamo solo descrivere la probabilità che una particella sia in un certo posto.

Noi quindi creiamo, siamo creatori del nostro mondo, che ha natura duale. Ma noi stessi siamo onde e particelle. Tutto ciò che conosciamo lo è.

Nello sciamanesimo la realtà è una proiezione della nostra anima. Viviamo in un sogno. Viviamo ciò che dobbiamo affrontare e che ancora dobbiamo superare.

Si tratta quindi di scegliere una delle onde di probabilità di cui abbiamo parlato, come? Scegliamo l’onda che ci darà l’esperienza. Scegliendo onde diverse avremo esperienze diverse.

In sostanza scegliamo inconsciamente l’onda che ci presenta la difficoltà da superare.

Il vangelo di Giovanni, in una delle sue innumerevoli traduzioni, quella greca, recita all’inizio così: “En archè en o logos” . E cosa vuol dire ? Ad oggi è stata tradotta come “nel principio era il verbo”

“Verbo” inteso come verbo divino, vibrazione. Ecco allora che ritorna il concetto di vibrazione, in questo caso una vibrazione primordiale.

“Le manifestazioni esteriori e quindi la realtà a noi nota non è altro che un’illusione, noi siamo vibrazione quindi siamo tutti la stessa cosa, deriviamo da un’unica vibrazione”

Vittorio Marchi

——

vi saluto con il video di Krishnamurti:

Buon viaggio!

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