Le Piante dell’Alchimista

Ho sempre avuto un rapporto speciale con la Natura e i mie studi si sono diretti ad approfondirne i misteri, in particolare la botanica è sepre stata una passione per me. Saper distinguere le piante e saperle utilizzare per comprendere altri segreti, conoscerne le proprietà aromatiche, ecologiche, medicinali, tutto questo mi ha sempre affascinata.

Pertanto unire questa passione al percorso Alchemico che sto facendo è facile. Ho inoltre qualche giorno fa parlato con qualcuno per me speciale che vorrebbe approfondire molto in campo botanico. Allora forse è arrivato il momento di scrivere qualcosa qui che riapra quella porta chiusa da un pò di tempo e chissà forse continuerò a riparlarne ogni tanto.

Prima di addentrarci nel connubio tra la botanica e l’alchimia, vi riporto alcune definizioni dell’Alchimia della Enciclopedia TRECCANI : https://www.treccani.it/enciclopedia/iatrochimica-e-arti-del-fuoco-alchimia_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze%29/

‘Con alchimia si indica un insieme di pratiche tra loro molto differenti, quali la trasmutazione dei metalli, la fabbricazione di pietre preziose artificiali, la preparazione dell’elisir e di medicine dalle straordinarie proprietà terapeutiche, come la quintessenza e l’oro potabile. Essa sfugge a una definizione univoca ed è oggetto di interpretazioni tra loro divergenti. In età premoderna i confini tra alchimia e chimica erano piuttosto labili: trasmutazione dei metalli e preparazione di potenti medicine erano spesso praticate insieme ad attività di distillazione, produzione di tinture, smalti e affinamento di metalli.

Anche se gli alchimisti adottavano pratiche di laboratorio e strumenti non dissimili da quelli usati da chi lavorava i metalli o preparava farmaci, l’alchimia aveva una sua specificità che la distingueva dalla chimica pratica, poiché adottava dottrine filosofiche e religiose, un linguaggio simbolico e tecniche di occultamento (Halleux 1986).

Di origine alessandrina (i primi scritti risalgono agli inizi dell’età cristiana), l’alchimia si è poi sviluppata nell’islam, per fare il suo ingresso nell’Occidente latino intorno al 12° secolo. Per la sua duplice natura di arte e di scienza, ovvero per la compresenza di una componente teorica e di una pratico-operativa, l’alchimia era difficilmente collocabile nelle classificazioni medievali delle scienze e rimase estranea ai curricula universitari. Gli alchimisti, grazie alla promessa di produrre artificialmente l’oro, erano accolti nelle corti; tuttavia filosofi, giuristi e teologi s’interrogavano sulla verità e liceità della trasmutazione dei metalli. Nella Divina Commedia (Inferno, XXIX, 109-139) Dante diede voce a una diffusa ostilità nei confronti dell’arte trasmutatoria, collocando due alchimisti (Griffolino d’Arezzo e Capocchio da Siena) nella bolgia dei falsari, mentre Franco Sacchetti nel Trecentonovelle (scritto nel 1392) usò il termine archimia con il significato di inganno.’

Da un artista sconosciuto vi riporto questa immagine ‘Dodicesima la chiave di basilico Valentine, 1651’ (presa da https://www.alamy.it/)

da cui si vede come la pianta sia fondamentale per un alchimista.

Per la Botanica invece ci dovremo addentrare nel mondo della piante. Tale mondo è vasto e sempre in evoluzione perchè non conosciamo ancora tutte le specie di piante sulla nostra piccola Terra. Se dobbiamo darne una classificazione di base esiste un regno vegetale formato da Alghe , Muschi o Briofite, tracheofite con seme o felci ed equiseti dette Ptedirofite, piante con seme o Spermatofite, divise in Gimnosperme (a seme nudo) come un abete e Angiosperme (a seme protetto).

A parte esistono i Funghi che per adesso non tratterò.

Ecco una immagine presa da https://www.agraria.org/botanica/tallo-cormo.htm

Come si vede dall’immagine c’è moltissimo da dire, ma mi soffermo per oggi alle Gimnosperme e Angiosperme che sono le piante più evidenti e vicine alla nostra vita quotidiana.

Inoltre il tema di questo articolo è ‘le piante dell’alchimista’ e quindi, quali piante utilizza un alchimista e per quali scopi?

Nel mio studio ho trovato diversi si e anche libri utili per cui inizierei oggi a darvi qualche spunto di lettura:

http://www.naturopatilly.it/73377187

in questo sito potete trovare moltissimo , vi riporto solo qualcosa ‘Alcuni studiosi del passato, come Schrader, Greef e Braconnot, a seguito di numerosi esperimenti effettuati nel mondo vegetale, affermarono che i fenomeni di accrescimento sono osservabili anche nel mondo animale e vegetale.
Essi hanno scoperto che le piante sono capaci di compiere la trasmutazione degli elementi, ovvero a trasformare un elemento in un altro elemento.
L’af
fermazione di ciò deriva da un esperimento che consisteva nel seminare del crescione su un terreno che conteneva unicamente dello zolfo puro e di innaffiarlo con acqua distillata.
Q
uando le piante divennero adulte, dentro vi trovarono gli stessi elementi ed in quantità identiche del crescione normalmente germogliato nelle abituali piantagioni di quest’erba.

Prima di procede devo sottolineare qualcosa: il botanico vede le piante in modo completamente diverso da un Alchimista!

Vediamo qualche esempio. Se studiamo la pianta della Betulla per un botanico è una pianta diuretica per un alchimista è una pianta legata a Venere con foglie grandi e radici superficiali.

Per un Alchimista, e come ho potuto costatare anche nella medicina Tibetana, un corpo per guarire deve riequilibrare il corpo/mente, e deve guardare e trovare intorno a se i rimedi quindi le piante che lo circondano e vivono nel suo ambiente. I nostri nonni conoscevano bene quei rimedi naturali che gli permettevano di sopravvivere anche senza mai chiamare un medico.

Quando sapremo coniugare le moderne scoperte con l’antica sapienza forse avreno raggiunto quella evoluzione culturale e spirituale che tanto desideriamo.

Adesso proverò a darvi sempre altri spunti di ricerca e approfondimento:

Ecco cosa potete trovare nel sito ..http://www.ortobotanicoitalia.it/2013/06/lalchimia-dellalbero-la-natura-verde-dellarte/ :

‘L’alchimia, o scienza della trasformazione interiore, nella sua costante ricerca della conoscenza intesa come culmine dell’esperienza umana, viene anche chiamata “Agricoltura celeste”, le sue fasi e le sue teorie tutte ricalcano l’arte agricola. L’arte sarebbe dunque la manifestazione estetica delle fasi di crescita dell’uomo, l’alchimia, la scienza e la natura, con i suoi cicli, diverrebbe in questo senso la base universale da cui tale studio trarrebbe spunto. Fiori e piante non sarebbero altro che il linguaggio della natura, simbolo delle fasi della vita che nasce e muore, così come l’uomo, nella sua esperienza di vita, esprime passioni, dolori e gioie, spirando, infine, nella sua fase invernale.’

E alla fine della ricerca ho trovato questo libro che forse prenderò http://www.libreriamedievale.com/il-giardino-magico-degli-alchimisti.html

Inoltre vi consiglio un libro che ho letto tutto di un fiato :

https://www.lafeltrinelli.it/libri/helmut-gebelein/alchimia-magia-sostanza/9788827220436?awaid=9507&gclid=Cj0KCQjw-LOEBhDCARIsABrC0TliOrH5bJoVZU66gq2c2iAh9Pv9GaljBqowtQOwWnq5lNN6kyc7pncaAmtMEALw_wcB&awc=9507_1619873741_1a11ed337320f5e4130736dba10b8edf

Bene adesso mi fermo qui e al prossimo articolo vi dirò cosa ho scoperto da questi spunti di ricerca.

Buon viaggio!

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